9.4.11

SERBIA

Sono arrivato in aereo a Timisoara e poi ho preseguito in treno in Belgrado che non è molto lontana Timisoara mi ha un po'deluso, dopo tante belle citta' romene questa non e'eccezionale ma cmq passabile, almeno per la grande piazza Unirii con palazzi d'epoca di vario stile color pastello ed il Mall centrale e pedonale con palazzi stile austro-ungarico tra la bella chiesa ortodossa ed il teatro municipale. Era una bellissima giornata primaverile che permetteva di passeggiare e prendere il sole sorseggiando una bibita o un caffe'T nei tanti bar all'aperto.
Il giorno dopo ho preso il treno per ARAD, un'altra grande citta' romena ai confini con l'Ungheria, un po' piu'bruttina di Timisoara, col solo imponente palazzo comunale bianco e col ritorno del freddo e della pioggia

La mattina successiva prendevo il treno alle 5.50 con levataccia, unico treno per Belgrado; per fortuna avevo preso alloggio all'albergo Gara Nord proprio di fronte alla stazione per 22 euro per una singola con bagno, tv e frigo.
Il treno romeno era vecchio, sporco e orribile con una ragazza serba-romena nel mio scompartimento che studia a Timisoara all'universita' perche'piu'facile e ritorna nei week end a Belgrado.
Certo che dalla conversazione mi e'sembrata di un'ignoranza grassa non solo in fatto di cultura, ma anche pratica perche' mi dava indicazioni errate sulla Serbia.
Il viaggio e'durato quasi 5 ore e in dirittura d'arrivo c'erano strani movimenti di serbi nel mio vagone che andavano avanti e indietro, alcuni scendevano durante una breve sosta, ma fuori dalla stazione. Evidentemente avevano qualcosa da nascondere con le autorita'locali.
Dal treno ho intravvisto la fortezza di Kalemedgan che si trova alla confluenza della Sava con il Danubio.
L'arrivo in stazione e'stato scioccante, edifici vecchi e piuttosto trascurati e sporchi per una stazione ferroviaria di una capitale di stato!
Per fortuna subito fuori era tutta un'altra cosa, a parte certi palazzi militari ancora danneggiati e abbandonati dopo i bombardamenti della NATO del 1999, la citta' aveva un bel aspetto, elegante con molti parchi e palazzi con architettura di fine ottocento e primo Novecento, accanto ad altri palazzi moderni dell'epoca di Tito ed altri piu'recenti di stile occidentale.
Gente ben vestita, tutti molto alti, bella gioventu', alcune ragazze veramente sexy, molti bar e ristoranti e negozi di ogni tipo, inclusi alcuni di nostri stilisti di grido.
Molti tram e filobus, un modo intelligente per inquinare di meno.
La citta' e'rilassante, per niente caotica, molto pulita, si distende in dolci colline e si cammina allietati da una bella brezza che arriva dal Danubio.
In circa 15 minuti a piedi sono arrivato al Manga Hostel in pieno centro, a due passi dalla chiesa di S.Marco, dentro un orribile cortile-parcheggio, ma poi si presenta una palazzina a due piani, molto colorata e con un personale di gran simpatia: Ana Maria e Rado che parlano un ottimo inglese e mi consegnano le chiavi della mia singola al prezzo di 22 euro per notte, con uso cucina, internet gratis e ospiti simpatici (un americano di Chicago, uno del New Jersey ed una ragazza russa appena arrivata da Novo-Sibirsk!) Belgrado ha tre bellezze: la roccaforte Kalemegdan con il suo parco verde alla confluenza del Danubio con la Sava, domina dall'alto i fiumi costeggiati da tanto verde, con i barconi ristorante e bar lungo le banchine, le chiatte che percorrono i fiumi e Novi Beograd di fronte con i suoi grattacieli moderni ed il vecchio nucleo di Zemun che un tempo era l'ultimo territorio dell'impero austro-ungarico mentre da questa parte del fiume c'erano i turchi che occuparono i Balcani per oltre 4 secoli.
Kalemegdan e' frequentata dai tanti giovani che vi arrivano per amoreggiare, guardare il panorama, il bellissimo tramonto dopo aver percorso le altre due bellezze, la via pedonale Kneza Mihailova con un parterre di pietre nere, tanti negozi ai bordi, artisti che si esibiscono suonando strumenti musicali e coppie che addirittura ballano il tango figurato argentino.
La terza bellezza e' Skandarija, il quartiere vecchio centrale degli artisti con ristorantini e bar con la musica dei rom, ma anche canzoni romantiche del repertorio internazionale dal vivo, il parterre di acciotolato, un'atmosfera che ricorda il quartiere bohemienne di Montmartre a Parigi.
Belgrado e'povera di musei, quello nazionale e'in restauro da anni e a parte alcune gallerie d'arte moderna, c 'e' solo il museo dedicato al genio Nikola Tesla scomparso nel 1943 dopo aver praticamente inventato la radio, i motori moderni elettrici, aver capito l'elettromagnetismo, inventato la luce al neon e tante altre cose che altri piu' furbi di lui si sono attribuiti, incluso il nostro Guglielmo Marconi.
A Belgrado ci sono molti pub, bar e discoteche al punto che la vita notturna e'considerata la piu'ricca ed in competizione solo con alcune citta'spagnole come Madrid e Barcellona.
Sono andato poi in pullman a vedere la capitale della ex regione autonoma della Vojvodina, NOVI SAD, a due ore a nord, verso l'Ungheria.
La citta' e' famosa per il festival di musica giovane EXIT che riempie la citta'di giovani che arrivano da tutta Europa nel mese di luglio. Ha un carino centro storico pedonale e soprattutto la fortezza oltre il fiume di Petrovaradin costruita da detenuti per oltre 90 anni e che costo' la vita a 7.000 persone per avere un presidio contro le invasioni turche.
Non e' eccezionale, c'e' in cima un grande palazzo giallo con un museo, un ristorante e alcuni prati panoramici oltre ad una torre dell'orologio. Dall'alto si vede la citta'dirimpetto ed il fiume attraversato da vari ponti, uno dei quali e'stato bombardato dalle forze NATO durante l'attacco del 1999 contro la dittatura di Slobodan Milosevic.
Prima di lasciare Belgrado e partire verso SARAJEVO, capitale della Bosnia - Erzegovina, sono andato a vedere la tomba del maresciallo Tito in una collina un po' fuori dal centro, nella cosidetta Casa dei fiori.
La tomba e'in marmo bianco col nome e la data di nascita e morte (1892-1980).
C'erano solo altri due visitatori, hanno tolto le guardie d'onore e negli opuscoli per i turisti non vi e'alcuna indicazione del sito, dato che attualmente i Serbi non amano ricordare la figura dell'ex leader per il fatto che lui era croato e non aveva favorito i serbi che essendo la popolazione piu'numerosa, si aspettava dei vantaggi rispetto alle altre repubbliche della federazione jugoslava.
Insomma una interessante esperienza questa prima visita della Serbia che mi aspettavo peggio di quanto appare. Almeno queste due citta' sembrano in tutto e per tutto simili alle nostre e non riesco a capire come facciano, dato che gli stipendi si aggirano intorno ai 200-300 euro al mese mentre alcuni prezzi, cibo soprattutto, ma anche vestiario, sono simili ai nostri.
So che la mia citta'di Trieste e'invasa dai serbi che cercano fortuna all'estero e moltissimi sono emigrati in Germania.
La guerra li ha scottati, ma a mio parere si meritavano un trattamento speciale, non forse il bombardamento, per tutte le aggressioni perpetuate nei confronti delle repubbliche vicine.
Spero che abbiano finalmente capito che devono rispettare i paesi vicini, pace e anore per tutti
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S
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20.10.10

Albania centro-meridionale e mezza avventura

La città nei pressi del mio hotel miraggio è Tepelene famosa per l'acqua minerale, infatti ai bordi della strada scolano vari rivoli a volte incalanati da tubi dalla collina circostante e ci sono piazzole per la raccolta con tanto di fontane e bottiglie di plastica a disposizione!
Per fortuna c'è l'autostrada per Girocastro: finalmente! Così vi arrivo in un paio d'ore e rimango ammirato dalla bellezza di quest'altra città protetta dall'Unesco.
La sua fortuna è dovuta al fatto che era la città natale del dittatore comunista Hoxha, così è stata particolarmente favorita.
Peccato che l'Unesco protegga queste città solo a nome ma senza l'invio dei fondi necessari per il loro restauro. Almeno questa è la versione datami dagli albanesi. C'è un cartello del governo albanese che cita varie leggi locali a protezione dei siti storici ed artistici del paese, ma non si vede alcun intervento. Peccato perchè Berat e Girocastro sono dei veri gioielli da preservare e valorizzare.

Vedo lungo la strada un lavaggio auto e ne approfitto per cancellare il fango raccolto il giorno precedente. Poi percorrendo una strada in salita arrivo alla città vecchia e trovo un posteggio a pagamento. Mi incammino a piedi fino alla cittadella protetta da alte mura, con un castello interno nel quale è stato ospitato un museo delle armi, praticamente una serie di cannoni impressionanti che probabilmente sono state usate nell'ultima guerra.
Girocastro significa città d'argento ed è anche soprannominata città dai mille scalini e fu importante già nel Medioevo e poi dopo un periodo di decadenza divenne importante per merito di Alì Pascià di Tepelene che la ingrandì e rafforzò.
C'è anche una piccola chiesetta con le tombe di due personaggi importanti per una branca più tollerante della religione mussulmana, detta bakshemi, la cui capitale oggi è Tirana.
Nel piazzale esterno invece c'è il rottame di un aereo da caccia americano che per problemi di avaria era atterato nei paraggi 50 anni fa. Il panorama dalle mura è impressionante: si vedono tante colline circostanti con le vecchie case bianche che spesso sono composte da due torri gemelle separate da una parte bassa a terrazza.
Lasciata la cittadella mi incammino verso la casa museo Zekate e ci arrivo dopo una lunga camminata entrando nel giardino di una casa privata che chiude l'accesso alla casa storica. Purtroppo è chiusa e così non riesco a visitarla. In compenso più sotto vedo il cortile di una scuola media e incontro tanti studenti in classe e alcuni fuori. Anche qui usano imbrattare i muri esterni con scritte di ogni tipo, ma in stampatello.
Poi tornando verso il parcheggio incontro una moschea antica, un teatro all'aperto ed una piccola via centrale con vari negozi per turisti che vendono soprattutto tovaglie ricamate a mano, dato che il ricamo è la specialità del posto assieme al tipico formaggio bianco.
Peccato che anche questa città come Berat sia piuttosto trascurata e che molte case antiche siano abbandonate dato che il loro recupero deve essere piuttosto costoso.
Lasciata Girocastro prendo una strada in salita che mi porta ad un passo spettacolare ed incontro strada facendo: una zona di falesie rosse, forse terra argillosa che il vento ha plasmato in quelle forme strane che contrastano col verde circostante, un canale che corre ai bordi della strada e che sembra straripare da un momento all'altro, uno strano lago forse artificiale che ho intravisto in lontananza e che forse è la famosa sorgente dell'occhio blu perchè la differenza di colore dell'acqua ricorda l'iride di un occhio. Purtroppo ho scoperto più tardi questa notizia e non ho potuto approfittare della sua visita.
Dopo tantissimi tornanti in discesa dal passo, per fortuna il tempo era bello, altrimenti avrei avuto grossi problemi, sono arrivato nella piacevole Sarande, città della costa ionica. Presenta una serie di altissime case che si arrampicano sulla collina e nel lungomare lunghissimo mentre la parte bassa presenta una piacevole passeggiata a mare, tuta pedonale, con un piccolo porticciolo e molti bar e ristoranti con vista mare. Ho pranzato in uno di questi con pizza e dolce gelato in bicchiere con formaggio tipo mascarpone e semi di nocciuole. Mi sono rilassato un paio d'ore, rinunciando alla visita della sinagoga ebraica che è l'unica attrattiva turistica del luogo, ma mi riservavo di sfogare la mia sete artistica nella prossima meta: Butrinto.
La mia speranza di aver finito con le strade brutte veniva presto disattesa.
Uscito da Sarande mi accorgevo ben presto che la strada quasi costiera dopo alcuni tratti normali e asfaltati, circondati da palazzine, alberghi e cittadine in costruzione in modo massiccio e impressionante, diventa ad un certo punto una strada larga in costruzione, con passaggi difficili e a un certo punto c'era tanto di quel fango, dopo tante buche e ghiaia senza asfalto, da rischiare di rimanere impantanati. Per di più in un passaggio di quel tipo ho battuto il fondo dell'auto e mi è venuto un colpo pensando ai danni possibili. Per fortuna dopo un rapido controllo ho avuto la certezza che avevo solo preso una piccola botta senza danni. Dopo un paio d'ore sono finalmente arrivato nel sito archeologico più importante del paese, a circa 20 km da Sarande e a pochi km dal confine con la Grecia.
Praticamente davanti a Butrinto c'è l'isola greca di Corfù da una parte e dall'altra canali e laghi di acqua salata.
All'ingresso del sito, pagato il biglietto più costoso finora sborsato in Albania (5 euro) accetto la visita guidata con un trentenne albanese, studioso di storia e parlante italiano al quale darò alla fine 1.000 lek, cioè 7 euro.
Butrinto fu colonia greca (mura a secco), romana (mura con la malta), bizantina (basilica e battistero) e poi veneziana (torre presente).
Negli anni '30 un archeologo italiano la scoprì e riportò alla luce e vi morì qualche anno dopo di malaria.E' lui l'eroe del posto ma neanche una targa per ricordarlo e perfino io ho dimenticato il suo nome, poveretto!
Oggi c'è una fondazione inglese che protegge il sito, bello anche dal punto di vista del paesaggio circostante all'interno di un parco nazionale esteso.
A Butrinto c'era un'importante sorgente d'acqua e questo fu il motivo per cui i coloni greci vi si insediarono. I romani poi costuirono un ponte acquedotto che poi è andato distrutto. Nella parte bassa si possono ammirare i resti di un importante teatro greco da 2.500 posti, poi le terme con colonne e mosaici molto ricchi che però non si possono ammirare in quanto per protezione sono stati coperti con la sabbia. Il dittatore albanese fece costruire un muro con pezzi ricavati nel sito in cui si possono leggere scritte in greco antico. Vi sono i resti di un battistero con altri mosaici ricoperti e poi quelli di una basilica cristiana. Ci sono alte mura ed una porta della città con un rilievo che rappresenta la figura simbolica di un leone che mangia un toro. C'è un pozzo con la sorgente d'acqua che era considerata miracolosa per le guarigioni e perfino per i concepimenti. Butrinto fu infatti un sito considerato importante per i seguaci di Esculapio.
Nell'acropoli soprastante la vista spazia in tutta la regione verde circostante ricca d'acque, con un canale che collega il lago vicino allo stretto di Corfù. Si nota una zona quasi paludosa da una parte e dall'altra una ricca foresta. Sopra una colonna bassa vi è la copia molto bella della testa di una donna greca o di un efebo e poi un museo archeologico interessante con vari reperti rinvenuti nel sito.
Subito fuori il sito, accanto ad una torre veneziana c'è un canale che bisogna attraversare a bordo di una zattera che percorre la distanza in una decina di minuti.
Fatta salire la Panda mi arrabbio con un ragazzo che rischia di farsi male perchè tiene i piedi vicini alla rampa. Così abbiamo un piccolo battibecco, ma poi facciamo amicizia e per farmi perdonare per la sgridata gli offro un passaggio. Non posso ospitare i suoi due amici perchè i sedili posteriori sono occupati da materiale di campeggio che ho usato solo a Cesena quando ho partecipato al raduno Woodstock di Beppe Grillo.
Toni è il nome del 27enne che vive e lavora a Tirana con famiglia e fidanzata.
Finiamo dopo qualche km nell'ultima cittadina albanese prima del confine greco, Konispoll sopra un'alta collina. Poche case, qualche negozio ed un paio di bar ristoranti. Trovo una camera privata per 15 euro dalla padrona del negozio centrale mentre i ragazzi vanno ad alloggiare all'albergo locale.
Ci ritroviamo la sera a cena nell'unico ristorante e dopo un paio di birre saltano fuori i motivi della loro presenza in loco: di notte vogliono passare il confine da clandestini per andare a lavorare ad Atene. Gli albanesi e bosniaci sono gli unici balcanici cui l'ingresso nella Comunità europea al momento è interdetto a meno di visto difficile da ottenere. Gli stipendi bassi albanesi permettono di sopravvivere ma non di risparmiare e metter su famiglia, così molti giovani scelgono di passare il confine e cercare qualche lavoro precario in Grecia. Mi dicono però che sarà difficile il passaggio perchè poliziotti in borghese albanesi li hanno avvisati che ci sono vari problemi forse connessi al passaggio di partite di droga.
Alla fine però dopo tutta una serie di telefonate con parenti e amici i tre decidono di provare ugualmente e mi danno appuntamento per la mattina successiva al primo paese greco dopo il confine.
Il mattino verso le 8.30 cerco di spendere gli ultimi lek rimasti dopo aver offerto la cena ai ragazzi albanesi, comprando due kg di formaggio albanese, un ombrello a scatto ed il pieno di carburante.Poi passo il confine senza problemi e arrivo dall'altra parte per una strada finalmente occidentale senza problemi. Purtroppo non trovo RAI il paese per l'appuntamento e proseguo fino ad arrivare a Igoumenitsa in circa mezzora di strada. Faccio un giro per la bella cittadina e poi ricevo una telefonata al cellulare dagli amici che mi pregano di venire a prenderli a Ragio, questo era il nome del paese in greco mentre Rai doveva essere il nome albanese.
Ero riuscito a spostare in qualche modo gli arnesi del campeggio e così ho potuto ospitare i tre ragazzi fino a Igoumenitsa non senza qualche pensiero perchè strada facendo avevo incontrato due volte un mezzo della polizia che andava in cerca di clandestini. Per fortuna è andato tutto bene. I ragazzi mi hanno ringraziato tanto perchè per loro sarebbe stato molto difficile arrivare a Igoumenitsa dopo aver camminato 4 ore sotto la pioggia ed essersi sporcati completamente di fango. Per fortuna si erano portati dei vestiti di ricambio ed avevano buttato quelli sporchi. Partiti Toni ed i suoi amici, ho fatto una lunga passeggiata nella bella strada pedonale che percorre tutta la baia. Il tempo era migliorato per fortuna dopo tanta acqua era uscito il sole ed anche l'arcobaleno. Strada facendo ho conosciuto un simpatico greco pensionato che mi ha raccontato della sua vita sul Lago di Costanza in Svizzera e della situazione locale, con tanti albanesi che passano il confine e di cui io ho avuto esperienza diretta. Poi ho cenato in un bel ristorantino lungo il mare a base di sardelle, insalata greca, vino retsina bianco e ouzò per digestivo. Con 110 euro ho comprato il passaggio nell'ottimo traghetto Igoumenitsa-Ancona, con cabina letto da 4 posti, però eravamo solo in due, l'altro un pensionato macedone che andava a trovare il figlio che vive a Neuchatel in Svizzera.
La traversata è durata ben 15 ore e partiti alle 23 siamo arrivati alle 14 ad Ancona da cui ho proseguito in autostrada per Milano arrivando in tarda serata nella città con un clima quasi invernale, sic!
Che dire, bel viaggio, 3.500 km in tutto, spesi circa 1.100 euro per 23 giorni di cui 8 a Trieste, 1 in Slovenia, 7 in Croazia, 2 in Montenegro, 4 in Albania e l'ultimo in Grecia.
Bella l'esperienza con Beppe Grillo, commovente e simpatico l'incontro con tanti parenti ed amici fra Trieste, Capodistria, Pinguente e poi il giro della mia Istria (io sono istriano al 100% anche se ho vissuto gran parte della mia vita a Trieste e da 17 anni in Lombardia) e la splendida costa dalmata con il suo bel mare, le sue fantastiche città d'arte in pietra bianca, il bel Montenegro con la baia di Cattaro e poi questo strano e interessante paese che è l'Albania, non bello come la Croazia ma con gente molto simpatica, ospitale, gentile e con un gran cuore, tutte cose che con l'arrivo dei soldi si perdono, ahimè!